Ho 50 anni e ho sempre la sensazione che mi sarei potuto divertire di più nella vita. Mi capita quando le cose vanno a vuoto e allora capisco che devo tenere le distanze. Inizia a non bastarmi quello che ho. Devo assolutamente ambire a qualcosa di più di sopravvivere. Mi muovo tra serate fumose,tutte simili eppure tutte diverse. Chissà perché mi sento sempre in competizione con qualcuno incapace di accettare me stesso fino in fondo. È la nostra società che ci porta a essere così. È tutto basato sull'immagine e sui soldi che nascondono. La nostra vita stessa forse è un illusione. Basta un errore di valutazione e qualche ambizione di troppo e tutto può svanire in un attimo. Tutto quello che avevi costruito in anni si sgretola. Tutto muore,tutto tace. Tutto finisce, o forse no.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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