È una mattina molto triste. Piove. Eleonora fa veramente pena come donna, come tutto. È sempre aggressiva e sicura di sé quando prende sostanze per poi tornare sopportabile quando non ha niente. Ma tradisce la sua vera natura che è quella di un modo di vivere sempre sulle spalle degli altri. E lei ingrassa e ingrassa e fa sempre più schifo. Sembra un oggetto d'arredo, tipo cassettone. Mangia di spalle da quanto lei stessa fa schifo. Mio padre deve vedere tutto questo prima di morire? È colpa mia che mi faccio carico sempre di situazioni disperate. Queste persone ti tolgono di dosso tutto anche la carne per poi lasciarti così, senza niente. Il tempo scorre lento e continua a piovere. Decido di abbandonare la casa e scappo al CAD.Ora sono qui e dopo aver parlato un pò con qualcuno mi sento più tranquillo. La situazione in casa mi sta sfuggendo di mano. Diciamo che sto abdicando. Sono molto stanco, molto teso. Tutto nervi e confusione. Confusione mentale. Gli amici del CAD sono sempre accoglienti, simpatici. Le operatrici sanno dare delle risposte, ma non vogliono intervenire su alcune situazioni, sopratutto riguardanti la casa. Sono stanco. Sempre più stanco. Questa mattina è un bivio della mia vita. Eleonora fa perdere le case alla gente che eppure la ospita. Con il suo stillicidio di vita, con il suo piangere sempre per la cocaina. È un caso umano senza speranza.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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