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Via di qui

 Tiro sua riga, una riga sul mio passato. Sono le due e mezza circa di notte e io come spesso accade nonostante i miei vani sforzi di andare a letto presto sono ancora sveglio. Dopo aver dormito prima per un'oretta. Cosa dire? Che mi sento un pò stanco, anzi tirato. È tardi non si dovrebbe parlare così a voce abbastanza alta nella notte,di contrasto, silente e tranquilla. Non si dovrebbero fate tante cose nella vita. Anche non essere così patetici e tristi certe volte. Non commiseriamoci,facciamo peggio soltanto a noi stessi .  Scusi,padrone posso andarmene via di qui?

Via dal selciato della droga. Via dai giorni persi e dagli sguardi cattivi incontrati per strada. Via dalle voci preganti e tossiche dei drogati. Bisogna purtroppo stare nei ranghi,nei ranghi della vita. Tutte,per un grammo o meno si fanno scopare. Per qualunque cosa si fanno scopare. Ed è anche bello che sia così. Se hai i soldi o qualcosa che le accontenti ci vai a letto. Altrimenti no. Stai a guardare. Se ne sentono tante di storie qui a San giuliano di donne non più giovani che si danno via per queste cose. Non sono un moralista. Ti sarai già flippato il cervello per quando avrai soldi e tempo per raccontare. Forse. Forse non è così. Non sono un moralista però qualche principio ce l' ho. Anzi più di uno. Non vi dico quali siano, ma il rispetto per la vita umana è la base di tutto. Era forse la base di tutto, ma poi qualcosa o qualcuno mi hanno estirpato questi principi dalla testa. I buoni principi dettati dall'istinto. Il sapere ancora ragionare. L' imparare dai propri errori. Il cercare di non commetterne altri. Il cercare sempre nuove vie di sviluppo della propria vita. Io soffro tantissimo le pause non richieste dal mio tempo vita. Quelle pagine desolante di tristezza e rassegnazione. Io non sono sempre così. Sono anche allegro. Spesso riesco a esserlo,nonostante tutto. Perché so,in cuor mio,che una soluzione migliore di questa,esista. Mio padre sta perdendo colpi. È stato un padre autoritario e spesso molto duro con i suoi figli. Io ho sofferto molto questa situazione. Ancora oggi non sopporto non solo la gente che urla,ma soprattutto quella che mi urla in faccia. 

Il pusher fa casino in salotto. Sempre al telefono, rassicura tutti su tempi e modi. Sono le tre e mezza ed è quel punto della notte che non sai bene cosa fare,se tirare l'alba o oziare a letto. Non è sempre facile tirare l'alba, anche se qui lo abbiamo fatto spesso. Con gente sempre diversa,le comparse e alcuni fissi. C'è gente da dimenticare e gente da rincontrare. Quella da dimenticare è sempre intorno. E mi impedisce di ri-incontrare gli altri. Allora ho scritto e scrivo di loro perché loro sappiano che esistono ancora nei miei pensieri. Poi inizia a ridere da solo e poi prova a spiegarmi, ma non capisco. Eleonora sta tornando e la mia notte, quella almeno letteraria finisce qui.

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