Feste,quante feste a cui sono andato. In quanto chitarrista di una band di medio successo avevo la possibilità di vivere mole serate in una. Facevo cose turpi. Vedevo due o più donne in una stessa sera e poi notte e infine mattina. Feste,donne sexy, cocktail. Cosa è rimasto di tutto questo? Solo cenere,ricordi scavati da anni di noia, malessere e lacrime interiori. Profonde,molto profonde,che ti solcano l'anima. Sei stato sulle montagne del Nepal, hai vissuto cose e giorni pieni di sole. Hai uno squallido presente, le medicine sempre con te.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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