Ho fatto tre inter rail nella mia vita, dai 18 ai 20 anni. Ho girato tutta Europa. Ho visitato molte capitali europee. Ho capito che solo viaggiando molto e coprendo distanze umane e culturali così profonde, che si può capire veramente se' stessi. Ho capito cose che nessuna donna, nemmeno la mia prima vera donna e compagna di viaggio, poteva capire. Stavo per commettere il primo sbaglio della mia vita facendola sembrare qualcosa di apparentemente finta. E invece,capii dopo, era tutto vero. Comunque Praga, Berlino, Cracovia e Varsavia e naturalmente Istambul. Le città che visitammo. Era bello indugiare con i suoi reggiseni di pizzo. In qualunque città. Ma quella che amammo di più fu indubbiamente Istambul. Dopo Parigi e Venezia. Istambul. Moschee e minareti. Vie caotiche del centro e bazar. Mercati e panchine al sole. Caffè al sole ai tavolini di un bar di Parigi come in una fumeria di Istambul davanti a un narghilè. Leggere un libro davanti a un te' a Praga. Fare l' amore nelle peggiori stanze d'Europa. Le più economiche.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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