MI AVETE DIMENTICATO? MI AVETE DIMENTICATO RAZZA DI BASTARDI SENZA NOME. Urlavo. Così, alla fine di un concerto in un centro sociale. Dovettero tirarmi giù dal palco e portarmi a casa. Sono le 11 di sera e sto aspettando Alex per uscire. Destinazione prostitute. Ma Alex non mi convince più come prima. È un buon amico, ma parla troppo e non si capisce mai niente di quello che dice. Comunque ha un cuore e un indole un pò arrabbiata non saprei come definirla. Comincio a essere impaziente e faccio uno squillo ad Alex. Ma è impegnato con una birra e un suo amico e non mi risponde. Mi sa che la serata non si farà. Niente prostitute stasera,ma la solita solitudine della TV. Invece Alex si fa sentire. Andammo lì in questo seminterrato. Ci sono due tipe giovani che non ci convincono. La mia ha un bel culo latino che muove su e giù. Ma io sono un pò assente e non riesco a venire. Questa serata mi fa capire una cosa: che devo tornare a lottare nella vita, altrimenti questa finirà molto presto. Sono stanco di sentirmi un disagiato, un emarginato, uno psichiatrico, un diverso. Anche perché io non mi sento diverso,o almeno così diverso dagli altri. Cloud aveva ragione quando diceva che non mi faceva bene: mi ha fatto sentire una persona profondamente sbagliata. Con quella sua aria innocente e pura in realtà Cloud è un demone che uccide chiunque non si piega ai suoi voleri. Ho passato dieci anni a sentirmi una persona sbagliata per colpa sua. Tutta la vita e tutti questi anni trascorsi così, senza un apparente motivo d'esistere.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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