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Blue sky

 Il cielo è azzurro ma il mio animo è nero. Qualcosa sta svanendo. Senza pretendere arte sciolgo i pensieri in parole e questa cosa rasserena il mio umore. Non c'e più bisogno di velleità artistiche, il pensiero scorre veloce e le parole, espressione di esso, ne devono derivare come una conseguenza subitanea. Blue sky del Messico dove sei finito? Quali nuvole hanno coperto il tuo occhio? Trascorrero' il resto della mia vita a pensare al tempo che passa? Senza obbiettivi, senza meta, senza un perché. Il perchè lo ho chiesto l'altro giorno alla mia psichiatra. Ma la sua è stata una risposta molto evasiva e in fondo meccanicistica. Il perché viviamo e quale è il nostro senso ultimo. Inutile dire che lei ha risposto che ci autodeterminiamo. Ogni decisione spetta a noi, anche quelle che non prendiamo. 

Perché certi rapporti si sono rovinati irrimediabilmente. Non c'e più spazio per la comprensione. Non ci si vede da tanti anni e non si è volutamente parlato di certe cose. Molte sono state omesse per imbarazzo. Nei miei confronti. Chissà come ve la siete spassata mentre io ero in Nepal. Con i soldi che avevo lasciato a Mascia questa si è divertita con cocaina e amante. Tu Burgos complice del tutto.  Solo tu potevi farli incontrare ora che ci penso. E lo hai fatto a discapito della nostra amicizia. Quanto deve bruciare ancora questa ferita? Ho descritto tutte le sfumature di dieci anni di pomeriggi con uno sguardo sempre alla finestra. I colori e i miei umori come si accordavano tra di loro o come contrastano. I colori del Nepal. Il rumore sommesso della vita, il ritmo lento come un mantra. Noi che in fondo siamo tutti persi in un viaggio e qui lo capisci ancora di più. 

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Il solito

 Il solito sabato mattina vuoto e angoscioso. Eleonora è già sveglia e io non la sopporto più nella sua ignorante saccenza. Le Cont che fa minacce, dal fondo della via. Come è misera la vita in questa città senza speranza. È solo brava a parlare, ma solo quello. Non sa fare niente. Nemmeno fare sesso. Monica è mille volte più bella e sensuale di lei. Più sinuosa nei movimenti. È solo una povera mentecatta dell'esistenza. E con lei,  Le Cont triste personaggio che sembra uscito dalle fogne di una metropoli indiana. Le metropoli indiane,tristi scenari dell'umanità più misera,che hanno più dignità di questi personaggi sangiulianesi. Quattro tossici del cazzo, solo pronti a derubati. A spogliarti di tutto. Anche della voglia di vivere. Ribattere colpo su colpo contro la merda che questa donna porta in casa. Questa è la mia battaglia. La gente pretende di fare cose e che non ci siano mai conseguenze. La gente pretende di potersi venire a fare i cazzi propri nella tua vita, nella tu...