Succedono cose strane in Messico. Succede che hai appuntamento con Monica e lei non si presenta. Dopo un viaggio lunghissimo, via Miami, sono arrivato al sud,a Cancun. E li non trovando Monica, sono subito andato al mare. Capanna sulla spiaggia, mare infinito e turchese e tutto questo, che avrei voluto condividere con lei, lo vissi da solo. Al ristorante leggevo mentre aspettavo che mi servissero il pranzo. La sera andavo con un taxi in paese e mangiavo lì. Ma ero sempre molto schivo nei confronti degli altri turisti.
Monica non la incontrai mai in quasi due mesi che stetti li. Ma comobbi Anja una bellissima ragazza norvegese con qualche anno in meno di me. Bionda, seno piccolo, figura elegante.
Intanto Jim dall'altra parte dell' Oceano mi diceva di lasciar perdere Monica e di concentrarmi sul viaggio. Mi chiedeva dove fossi, preoccupato che fossi già spintomi fino al Guatemala. Lo rassicurai dicendogli che sarei tornato verso Cancun e da lì alle spiagge bianche del Messico. Ma mi fermai, mi incastrai in una sorta di centro sociale guest house messicano. E stetti almeno una settimana lì, non so nemmeno io bene per quale motivo. Forse per riposare, per fare una tappa un pò più lunga. Però non era esattamente il posto migliore per stare tranquilli. C'era sempre viavai di gente, turisti che arrivavano e altri che partivano. Quelli che stavano lì come me, facevano colazione con calma. Con tempi molto messicani, lenti e rituali. Un Dio sudamericano un pò mistico, ci guardava e ci guidava. Attraverso ogni cosa, ogni oggetto e dietro ogni azione.
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