Proviamo a fare un pò di filosofia. A parlare di filosofia in modo leggero quasi fossero chiacchiere da bar. Non la Filosofia come sistema di pensiero, ma quella delle piccole cose. Quella del bello e della sopravvivenza. Poi c'è anche il bello della vita oltre la sopravvivenza. Tutto questo pensare e stare nel tempo per pensare ci costringerà a prendere delle decisioni un tempo. Anche i pomeriggi peggiori sanno regalare qualche momento di ilarità o quantomeno di minore pesantezza. Le voci dei bambini che cantano nel prato, felici e liberi. Senza freni, senza costrizioni solo risate nell'aria. Ci vedremo presto al solito posto, ma non ci sarà nulla da festeggiare. Stavo pensando a una donna che avrei voluto fosse mia per sempre, ma che altre, invidiose hanno allontanato da me. Non ho voglia di uscire, divertirmi, stare con altre persone. Non ne ho più voglia. Mi piacerebbe, forse mi divertirei anche. Ma non ho bisogno di gente attorno a me. Gente furba, scaltra e malvagia. La malvagità purtroppo esiste. Ne ho presenti un paio di casi. In pomeriggi fumosi sta la verita' del sonno, dell' oblio. Tutti in realtà vogliono vedermi morto: Monica,Jim,Mascia e Burgos. Sono poche le persone vere nella vita. Forse non esistono nemmeno. Forse è solo un illusione, una vana speranza. Perché non mi riesco più a divertire? Perché sono ancora circondato da amici che hanno volutamente limitato la mia vita. La hanno uccisa dentro. Lasciamolo nel suo mondo, lasciamolo nel suo mondo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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