Quando sono uscito con Alex qualche sera fa siamo andati a Milano, da due prostitute. Tornando siamo passati tra i nuovi grattacieli della città. Non è la Milano che mi ricordavo di quando ero giovane. Completamente diversa. Le due prostitute erano brasiliane,ma non molto avvenenti. Poi quella sensazione brutta di essere stato assente dalla vita per troppo tempo, che quel giro per Milano mi ha lasciato in bocca. A un certo punto ho avuto paura mi si spezzare il cuore, perché quello che più odio della vita è l'essermi perso qualcosa di importante.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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