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Senza Titolo

 Felice di aver sbrogliato vecchie situazioni è ora di porsi altri obbiettivi. Purtroppo le ferite rimangono e allora si va più cauti, si gioca al ribasso, ma ci si rende conto immediatamente che è una scelta sbagliata. Ma non si può fare altrimenti, altri rischi non sono concessi. Ma sono contento di aver riversato tutto questo malessere nella scrittura così posso tornare a vivere. Mi sento già vivo, più presente, più partecipe,anche se ancora fuori dai giochi. È inutile nutrire odio: certe persone anche se non ci sono più nella mia vita mi stanno salvando. 

È bello bersi la sera un caffè, rilassarsi guardando fuori dalla finestra. Fumando qualche canna con Aitarn nell'altra stanza che soffre il caldo. Il bar non dà tregua: anche la sera è aperto e il vociare è fastidioso. È tremendo che io debba essere qui a tessere le lodi del mio caffè e a lamentarmi dei vicini quando potrei essere in spiaggia a leggere. Ho letto molto, ma male nel periodo post psichiatria. L'estate stessa la trascorsi in una casa in Calabria con i miei.Di fronte alla guerra, alle tensioni, ai rischi corsi. Il grande coinvolgimento umano e professionale con quelli dell' ARCI, tutte persone più grandi, più esperte e più aperte. Mi hanno accettato nel loro gruppo di lavoro e abbiamo fatto delle belle cose assieme. Sperimentazione educativa. Nuovi modelli pedagogici. Forse vecchie filosofie, ma nuovi schemi di interpretazione. 


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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Evelyn III

 Che voglia di vederti bere il mio seme. Scrivo solo per te, con i miei occhi rivolti a te.Sono cazzi amari, cara Evelyn. Cazzi amari. Sono aggrappato all'Esistenza: questa esistenza non mi appartiene, ma e' qualcosa di vuoto e inutile tutto questo tempo senza decisioni. La prima cosa da far capire agli altri e' che devo starmene tra me e me. Le voci schiacciano i pensieri.