Sono teso, nervoso oggi e quindi mi rifugio nella scrittura. Alex è qui con me, con il cane: aspetta di fumare una sigaretta e poi andare. Il cane abbaia fuori dal balcone, delle voci si zittiscono. L'infermiere idiota sta addosso ad Alex, con me non ci prova più: ha capito che con me c'è da sudare e da perdere in ogni caso. Non potrò mai dargliela vinta. E di certo sono io il vincente. Ma basta che io mi dimostri debole e lui se ne approfitta per imporre i suoi schemi. Strategie da funamboli al CPS.
Fu un passaggio troppo brusco, ad un età sbagliata. Mi resero più vecchio, dentro e fuori. Dovetti scappare lontano per ritrovare in parte me stesso. Andai in Brasile a cercare qualcosa che non sapevo e tornai con una storia intrecciata con una ragazza del posto, che lavorava nel migliore ristorante della favela. Serviva ai tavoli e aveva un bellissimo sorriso.
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