Questo è un diario di sofferenza interiore, di tutti i segni malevoli che le persone lasciano nella mia vita. Delle persone che si sono prese tutto quello che volevano prendersi e che poi se ne sono andate via. Burgos il più vile, codardo e con Julia l'ebrea a raccogliere le offerte in chiesa. Ha intascato i soldi, le intenzioni, i sogni. I miei e quelli di tutti. È difficile esprimere a parole tutta la sofferenza che provo. Ed è incredibile quanto queste persone poco se ne curino. È una crisi umana e esistenziale senza fine. Mi mancano queste persone, eppure la vita ci ha divisi.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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