Da quando è finita una storia mai nata con Anna che difficilmente esco la sera. Una sorta di tristezza si era impossessata di me: mi sembrava di aver fallito di nuovo come uomo. Gli stessi errori di sempre. L'essere troppo impulsivo e a tratti aggressivo. È questo che le donne non tollerano,e fanno bene. È giusto che sia andata così con Anna. Me lo sono meritato. Però quanta amarezza. Anna era debole e indifesa, però ostentava fermezza e questo mi faceva indietreggiare. Sembrava una donna facile da portarsi a letto, ma non era così.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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