Ci sono diversi modi di iniziare nella scrittura, ma non esiste una fine. È un fiume che sfocia in un mare, non è semplicemente un fiume che scorre placido e tranquillo oppure forte e impetuoso, a seconda delle correnti. Qualche tempo fa sono stato al Trebbia con Alex, ma non dove andavo con Mascia, verso Varzi, bensì vicino Bobbio. Una bella giornata di sole e bagni nel fiume. La mia estate è stata questo, questo è molta scrittura e vita in casa. Una casa finalmente tranquilla, da quando Eleonora non vive più qui. Manca solo Aitarn da mettere alla porta e poi si tratterà di scappare ancora una volta. Forse verso Amsterdam, da Juner.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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