Mi consumo vivendo e scrivo di quello che vivo. Ma la mia è una realtà sporca da raccontare. Questa città è sporca, la sua gente è sporca. I palazzi crollano su sè stessi, neri e arabi sono ovunque. Mi consumo inoltre esperendo sensazioni nuove che qui vi racconto: percorsi possibili dell'esistenza. Nuovi modi di vivere la vita. Nuovi modi di essere. Mi consumo in anni di non decisione. Tutto questo mi porterà alla fine un giorno se non saprò agire. O reagire.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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