Di domani non si sa niente, godetevi la vita idioti, non fatevi finti problemi. Evitate pregiudizi,diffidate delle false opinioni. Sosteniamo la causa Palestinese non perché sia di moda,ma perchè ho visto e vissuto con i miei occhi. Tutto ho visto. La guerra, la povertà, la distruzione. Un giorno mi hanno ricoverato e detto implicitamente che tutti i miei sogni erano finiti. La speranza di un cambiamento umano e morale. Un evoluzione della propria persona. Certe persone mi hanno portato alla regressione. Al disfacimento della mia personalità. Poi succede che mi chiudo nella mia stanza, le pareti si stringono verso di me e io allora devo uscire di casa. Non so come sarà il mio futuro non lo so proprio. So solo due cose, così a intuito: la prima è che non posso solo continuare a scrivere chiudendomi in casa per non guardare la realtà che mi circonda. La seconda è che forse un giorno non sarò più in grado di scrivere per necessità più urgenti. Poi non voglio più scrivere del triste mondo della psichiatria e dei suoi mille mutevoli volti. Mi accorgo che voglio parlarvi di cose positive, belle come viaggiare & amare. Penso che siano le cose più belle da fare in questa vita. Purtroppo il mio viaggio è finito in psichiatria e nonostante io sia poi ripartito per altri viaggi, l'energia non era più la stessa con quelle medicine addosso. Allora per un periodo ho smesso di prenderle. Poi non sono stato bene e allora ho ricominciato ad assumerle.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento