Una vita apparentemente tranquilla, una casa dove è successo di tutto e una insana tendenza a lasciarsi andare. Questo è adesso, nella mia vita. Non ci sono grandi prospettive. Viaggiare lontano è forse tardi per le mie stanche ossa, che hanno già viaggiato tanto: dormendo in treni notturni e stazioni sempre sporche,tranne quelle dell'Europa del nord. In piccoli ostelli,in camerate. Senza privacy, soprattutto quando ho viaggiato con Alessandra. A volte prendevamo stanze doppie per fare l'amore liberamente, altre andavamo in ostello. Anche per risparmiare. Una vita apparentemente tranquilla, con Eleonora che passa in continuazione per comprare qualcosa. E io non la posso vedere, ma sopporto, fino a quando è fuori da questa casa. E poi fa caldo, ma non è proprio insopportabile. Si resiste. Stancamente, ma si resiste. Tutto quello che scrivo lo penso veramente. E pensate allora quanto vi odi.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento