Dopo la fuga nel mondo del simbolico eccomi tornato nella vita reale, dopo vent'anni. Vent'anni di agonia e sofferenza, slanci e cadute( penso al mio matrimonio con Eliona). Un nuovo amore, una nuova speranza dopo la morte ideale di Cloud e di tutto quello che avevamo creato tra di noi. Chissà quali terre ha attraversato lei in questi dieci anni. Mi dico che forse è meglio che non ci pensi, perché fa male pensare che lei possa avere avuto una vita migliore della tua.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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