È sera. Una luce arancione illumina la stanza. Aitarn in casa, sempre al telefono. Manda al diavolo qualcuno, poi entra in cucina e si accende una sigaretta. Continua a maledire quello del telefono tra sè e sè. È una sera un pò movimentata. Il mio futuro è profondamente incerto a questo punto ed è anche legato alla permanenza di Aitarn in questa casa.L'ho già detto: l'inverno scorso è stato l'inferno qui, con gli attriti e le tensioni con Eleonora sfociate in violenti litigi e urla.Tutto per colpa della cocaina. Un inverno da lasciarmi alle spalle velocemente, e così ho fatto.
Ogni tanto mi vengono in mente come dei flash sulla mia vita milanese prima del ricovero del 2005.La bella casa di Menez vicino Porta Romana,con il salotto dipinto di blu,i quadri alle pareti, un pianoforte marrone scuro buttato contro una parete con sopra uno specchio e un camino bianco avorio.
Sono notti strane,un pò stanche queste,che sanno di occhiaie e sigarette fumate piano. La luce arancione del salotto disegna geometrie sulla parete. Ombre si stagliano sulla libreria. Molti libri hanno trovato posto in cantina,per fare spazio ad altre cose o per darmi la sensazione di avere la casa un pò più vuota e sgombra di oggetti.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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