Schiavo della solitudine, schiavo della mia famiglia, della mia storia e della mia memoria. Ciò che porto dentro di me è la mia parte migliore. Una scatola di storie come gemme di una collana preziosa. Eppure dolorosa. Ciò che mi porto dentro è la mia parte più vera,non mostrata,non esibita: quella è un arte dell'esistenza che concedo a tutti,. Ma le mie verità più nascoste restano per poche persone o anche per nessuno tranne me. Fino a quasi dimenticarle, come se non fossero mai esistite.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

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