In fondo, se il mondo non ti accetta per quello che sei, non puoi che continuare a essere quello che sei e a recitare la parte del diverso. C'è una certa rigidità nel definire una persona diversa dalle altre: non conforme a standard sociali, con modalità di interazione e comunicazione altre. Comunque fare la parte del diverso significa che ti si aprono mondi prima sconosciuti, ma anche che te ne si chiudono altri, in cui hai sempre vissuto. Uno spartiacque importante tra ragione e follia, nel mondo di oggi, è se tu hai un lavoro o meno. I diversi non lavorano più e non sono nemmeno in grado di avere una vita normale. Si vive così, viaggiando in scomodi vagoni,su binari apparentemente morti.Che non portano a niente. Avvolti in una fitta nebbia, verso giorni sconosciuti e lande desolato. Ma,suvvia, basta tutta questa tristezza: questo è il vostro punto di vista. Un diverso ha un mondo enorme dentro.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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