Nel discorso guerre e Palestina si inserisce Le Rouge, che io chiamavo così. Conosciuto a Milano nel 2004, nell'ambito del progetto Shufat dei Centri Rousseau, partimmo l'estate dello stesso anno per Tel Aviv e quindi Gerusalemme. Io non ho le parole per descrivere l'emozione che provo ancora adesso nel parlare di quel viaggio, di quella esperienza lavorativa, umana e professionale. È difficile parlarne da qui da questa magnifica casa affacciata suvuna città sporca e senza senso. Gerusalemme invece città santa e magnifica nel suo essere unica al mondo.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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