Lo scorso inverno io e Eleonora abbiamo vissuto insieme, qui a casa mia per sei mesi circa. Sei mesi molto intensi e in cui la casa era molto frequentata da vari personaggi, più o meno loschi. Più o meno improbabili. Io e Eleonora fumavamo e facevamo sesso, fumavamo e facevamo sesso. Anche con altre persone, i triangoli non ci dispiacevano. Lo scorso inverno è stato denso di cose. Di verità e scomode bugie. Tra me e lei, forse c'è stato anche qualcosa che assomiglia all'amore,ma in senso molto lato e in tonalità molto sbiadita.
È notte e non riesco a pensare a niente. Mi viene in mente la bocca di Eleonora che ha dato tanto piacere a chi la ha incontrata. Per il resto è andata bene per un periodo, ma poi basta, non aveva più senso continuare. Lei vuole delle cose che io non posso darle. Che assuma atteggiamenti e prenda posizione su persone e temi a cui non sono interessato. Che la sifenda dai problemi che crea lei stessa ad altre persone. Questa poi e' la cosa più assurda.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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