Lui stava lì, nei meandri della mia vita, per approfittarsene di possibili miei errori. La sua vita scorreva compiuta e piena, mentre la mia stentava ancora a prendere il volo. Lui è andato, io sono rimasto. Io non vedo il mare al mattino con il suo lento sorgere del sole. Mi ricordo quel sole che sorgeva e che si vedeva dalla piccolfinestra della cucina di Burgos, a Nizza. Un solchi disegnava giornate piene e felici,illusorie di un qualcosa non esiste. Comunque i ricordi sono fatti per essere dimenticati. Solo alcuni rimangono vivi nella memoria. Alcuni appaiono.Altri scompaiono per poi riaffiorare dopo anni.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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