Mi sembra così inutile vivere,al cospetto di Dio e delle sue geometrie esistenziali. È vero, è una roccia a cui aggrapparsi, anche quando il mare è in tempesta. Mi viene in mente la Buca delle Fate, con il suo mare e il suo litorale roccioso. Quanti ricordi, stupendi,offuscati dalla rabbia, dal dolore e dalla nostalgia. Io e Mascia, da soli o spesso con qualche coppia di amici, andavamo lì a farci il bagno nudi. Sorge il sole, un sole di fine Settembre, sembra ancora un sole caldo e accogliente. Anche a Settembre andavamo al mare alla Buca delle Fate per gli ultimi bagni. Volevo portarci anche Monica una volta, ma non volle perché si sentiva una brutta copia di Mascia. Così andammo in una grande spiaggia lì vicino, con una pineta. Dove dormiamo candidi e abbracciati.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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