Nuovi scenari si aprono e forse questo lungo periodo potrà essere ricordato un giorno come una lunga parentesi. È possibile che, se la cosa con Aitarn debba passare attraverso i miei avvocati, io debba lasciare questa casa. Sto già sentendo una mia amica di San Donato, una che ho conosciuto al CRA, nel 2017, ma di cui mi ricordavo già ai tempi dell'Università. Proviene da una famiglia benestante e forse, da quanto ho capito di lei, non ha mai avuto voglia di lavorare o le è sempre risultato molto faticoso. Mentre scrivevo queste cose mi assale improvvisamente l'immagine di una donna dai capelli neri e bellissima che potrebbe essere Mascia. Ricordi belli e quindi molto dolorosi, da rivivere adesso, eppure sempre vivi.Troppo vivi a tratti. Nuovi scenari e vecchie storie che sembrano non abbandonarci mai. Aitarn non vuole pagare e nemmeno accetta l'idea di andarsene. Devo quindi elaborare una strategia.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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