Chiacchieriamo. Siamo in un bar qualunque di questa stupida città e parliamo, un pò imbarazzati e senza guardarci profondamente negli occhi. Lei ha qualche anno in più di me e dopo l'ultima delusione sentimentale ha deciso di stare da sola, almeno così non si espone alla sofferenza. Siamo un uomo e una donna che hanno paura di amare ancora. Eppure forse ci proveremo. Èun pomeriggiodi fine Settembredal sole caldo e sicuro, comeil mio sguardo su di lei,mentre beve il suo caffè.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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