Non è una brutta esperienza questa vita, tra le tante delusioni e nessuna certezza. Si vive un pò di rendita esperienziale,anche se qui a San Giuliano ho dovuto ancora imparare molto. Molto dalla strada,dal suo linguaggio e dalle sue regole. La gente che viene dalla strada e la vive ogni giorno ha sempre esercitato un certo strano fascino, su di me. I posti, le situazioni, le persone che parlano sui marciapiedi, fuori dai bar. Bevendo una birra fanno gruppo e si raccontano la vita. Erano gli anni '90 e io ero uno di quelli che faceva sempre tardi. Preludio forse di serate più estreme, come quelle che faccio da un pò di aa questa parte.Sono molto stanco di queste serate.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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