Ancora una volta spendo i miei pomeriggi a Serenella. Questa estate ho incontrato ancora una volta Dalila. Triste e disincantata in pomeriggi in cui non voleva nient'altro che stare in compagnia. Ancora una volta pomeriggiin cui non credo più. Preferisco stare solo a casa che con questa accozzagliadi gente senza speranza. Loro navigano verso l'inferno della vita, in cui anche io sono stato trascinato per diversi anni. Ora ne sono fuori. Voglio tirarmi fuori da tutto. Lo sto già facendo.
Poi incontro Dalila,sempre bella, con una sua amica,rossa tinta di capelli. Iniziano a parlare di sesso, di posizioni e dimensioni. Le guardavo parlare animatamente e sentivo qualcosa di duro nel basso ventre. Improvvisamente mi rendo conto che essere lì a Serenella con loro era la cosa migliore che potessi fare oggi.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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