Roby e io nel 2022,in quell'estate siamo stati al mare insieme. Trovammo un piccolo albergo a due stelle gestito da una famiglia albanese molto gentile e ospitale. I prezzi erano irrisori,le camere piccole ma pulite e il cibo ( incluso nel prezzo) era buono,ma un pò scarso. C'era sempre qualche idiota che a cena si distingueva per la propria ingordigia. C'era un buffet e bisognerebbe pensare un pò a tutti e non soltanto a riempirsi il piatto. Comunque il mare di Rimini non era male: una lunga spiaggia molto ampia con file e file di ombrelloni. Al mattino io e Roby, dopo aver fatto colazione al bar ,andavamo in spiaggia per godersi il sole e fare qualche bagno. Dopodiché lui si stancava e tornava in albergo, io stavo a godermi un altro pò il sole e mi piaceva passeggiare sul bagnasciuga. La sera i chiringuito sulla spiaggia iniziavano ad affollarsi di persone e ragazze ancora in costume. C'era musica dal vivo oppure qualche dj. Più si faceva sera e poi notte e più la spiaggia si affollata. Tutti avevano almeno una birra in mano,tutti ballavano ai dj set,mentre una nuvola di fumo si alzava sopra le nostre teste. Ma non fu una estate di conquiste: Roby non era certo una spalla valida in tal senso: non parlava mai di sesso e soprattutto non lo faceva da molti anni e nemmeno cercava l'occasione per farlo.
Forse quella fu la prima estate in cui capiì che un periodo della mia vita si era chiusa. Quella delle donne e delle facili conquiste. Non ero più così giovane e non ero più così bello come un tempo. Avevo perso smalto e non era certo una vacanza a Rimini con Roby che mi avrebbe potuto risollevare. Sono passati così tanti anni fa quando ho perso l'attimo,che quell'attimo non tornerà mai più.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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