Una colazione veloce in un bar gestito da arabi fuori dalle mura della città vecchia di Gerusalemme. Una piccola riunione organizzativa con le Rouge e la sua donna. Poi si doveva incontrare i rappresentanti di alcune organizzazioni locali, potenziali partner di progetto. Era un pò questo il lavoro di le Rouge, cercare contatti in Palestina e fondi in Italia, con iniziative anche di auto-promozione e auto-finanziamento. Il sole ancora un pò basso, ma già forte e deciso. La città vecchia solendeva fuori e pulsava dentro di vita, maestosa e preziosa come una gemma incastonata nella roccia.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
Commenti
Posta un commento