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Giulia

Per non fare del male a Julia, avevo deciso di non scrivere nulla su di lei. Ma il suo menefreghismo e la sua arroganza, arroganza di una persona ricca tra l'altro, non hanno limiti. Scrivo e voglio continuare a scrivere di quanto possa essere abbietto e misero l'essere umano. Ormai questa e altre persone sono fuori dalla mia vita e io non posso che esserne felice. Mascia mi ha preso tutto e pretende anche la ragione dalla sua parte, ma non capisce che tutto ciò che ha ora,lo ha avuto grazie a tutto quello che ho fatto io in tutti gli anni che abbiamo trascorso insieme. È stupida Mascia, oltre che molto opportunista. Ricalca sè stessa nella vita, come un antico mantra che si ripete all'infinito e noi non possiamo che essere annoiati da questa cosa. Comunque Julia, che non è nient'atro che una misera controfigura al cospetto di Mascia, è scivolata nell'oblio così come la sua vita. Questa è una storia di abbandoni e mancate certezze. Poi Mascia fa anche la brillante speculando sulla mia malattia. Non è degna di vivere quella donna e nemmeno la sua amica Julia. Approfittarsene della mia malattia me ne hanno dette di tutte,e io sono stanco, infinitamente stanco di essere giudicato senza essere nemmeno compreso.

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Il rumore del vuoto

  IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...

At the end

 Dopo aver vagato per anni nella mia mente e cercando nuove esperienze attraverso l'utilizzo di droghe che espandessero e dilatassero la mia coscienza, mi sono reso conto di quanto queste possono anche distorcela, rimandando una percezione alterata della realta'. Le paranoie, la rabbia presente in questi scritti, la falsa percezione della realta' derivavano tutte da quello. Alla fine sono solo un povero idiota, ma anche un grande scrittore. La rabbia sta svanendo e sta nascendo un forte bisogno, anzi non bisogno direi proprio voglia di amare: qualcuno, qualcosa, me stesso. Aveva ragione Monica che dovevo fare un lungo percorso. Chissa' se a me ogni tanto ci pensa ancora senza odiarmi o disprezzarmi. L'odio potrei anche accettarlo, perche' io stesso per primo l'ho riversato su di lei, ma il disprezzo non lo accetto. Non me lo merito. Io mi merito di essere ascoltato e letto e vissuto come un libro aperto. 

Evelyn III

 Che voglia di vederti bere il mio seme. Scrivo solo per te, con i miei occhi rivolti a te.Sono cazzi amari, cara Evelyn. Cazzi amari. Sono aggrappato all'Esistenza: questa esistenza non mi appartiene, ma e' qualcosa di vuoto e inutile tutto questo tempo senza decisioni. La prima cosa da far capire agli altri e' che devo starmene tra me e me. Le voci schiacciano i pensieri.