Piena zeppa di cocaina Lucy tornava a casa così, all'albeggiare del giorno. Le sembrava naturale concludere la serata facendo colazione in un bar, con l'aria tradandata e vissuta. Lucy, stivali neri, gonnellina corta e maglietta un pò aderente si presentava così, accavallando le gambe mentre divorava la sua brioche. Io la guardavo e mi chiedevo se lei sarebbe stata solo la compagna di una sera,di un periodo o di una vita. Era sicuramente bellissima e magnetica. Aveva uno sguardo furbo e due occhi marrone intenso. Lucy fu solo la compagna di un periodo,ma che periodo. Serate su serate,senza fermarsi mai e senza fine. Le albe che avevamo visto non le contavamo più. Casa sua era stupenda:un loft,ampio e luminoso con grandi vetrate che illuminavano il soppalco dove dormivamo e facevamo sesso, dormivamo e facevamo sesso. Solo questo facevamo, in abiti da sera resi un po' scatti da quel sesso senza amore.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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