Mi fa così schifo Mascia, il suo modo di fare, di comportarsi, di vivere alle spalle e sulle spalle degli altri che stamattina sto quasi per vomitare. Sono nella biblioteca cittadina e un pensiero va anche a quell'idiota di Monica e al suo gruppo di amici stupidi e servi. Il suo coinquilino poi è il più servo: obbedisce a tutti gli ordini e le voglie di Monica. Sono veramente una coppia che sa di marcio,di vuoto esistenziale.
Sono tante le cose che non vanno in questa vita e tante le persone squallide che la affollano. Uno su tutti è Le Cont che viene a estorcermi soldi ogni pomeriggio per farsi di cocaina. Lui è veramente un sudicio e squallido personaggio. Anche lui,come Mascia, vive sulle spalle degli altri, o meglio, attraverso gli altri attraverso cui cerca un senso ai propri giorni.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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