Non mi piace scrivere in modo così asciutto, aderente alla realtà, eppure devo farlo. Eleonora continua a passare di qui,notte dopo notte le albe si fanno sempre più tarde e lontane. Abbiamo deciso io e Aitarn, che non vogliamo più andare a dormire col sorgere del sole, ma svegliarci con lui e godere a pieno di ogni giorno. Diciamo che un pò ci riusciamo un pò no. Comunque va sicuramente meglio dell'anno scorso quando i vicini continuamente chiamavano l'amministratore per lamentarsi di voci e urla.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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