Che dici di certi momenti in cui non sai come esprimere ciò che vivi e che senti da quanto è forte? Da quanto tempo non ti senti più vivo? Cosa farai alle prossime elezioni, continuerai a ignorare il problema o inizierai a fare qualcosa?
Non vi interessa niente di politica, questa è la verità. Come a me del resto. Ma qualcosa in questo senso nella vita lo ho fatto. Tutto ciò che ho fatto nella vita, l'ho fatto per me fondamentalmente. Però lavoravo nell'ambito del sociale: non è come lavorare per un azienda. Comporta uno stile di vita, e una vita in generale diversa.Forse più intensa, forse no.Per me quegli anni di lavoro sono stati molto importanti, belli e impegnati politicamente. Andavo alle manifestazioni, partecipavo al gruppo Palestina dei Centri Rousseau. Le riunioni si tenevano in sede a Milano, la sera. Mi ricordo in certe sere d'estate poi si andava a bere qualcosa in un bar poco lontano.
Ora la gente scende in piazza a manifestare e sono tanti contro il governo attuale. Vincerà la Sinistra, vinceremo noi.
IL RUMORE DEL VUOTO L'appartamento era ancora pieno di lei. L'odore del suo balsamo aleggiava nei cuscini, la tazza con il segno del suo rossetto stava ancora sul tavolo. Eppure, lei non c'era più. Se ne era andata quella mattina, chiudendo piano la porta, senza sbatterla. Non c'erano state urla, nè pianti disperati. Solo un silenzio che aveva scavato dentro più di mille parole. Lui era rimasto lì in piedi, senza sapere cosa fare. Aveva pensato di chiamarla, ma sapeva che sarebbe stato inutile. Lei aveva deciso. E quando qualcuno decide di andarsene non c'era più niente da fare. Si era seduto sul divano, fissando un punto indefinito del muro. Il ticchettio dell'orologio sembrava scandire il tempo di una vita che da quel momento sarebbe stata diversa, ma uguale a tutte le altre.Il copione si ripeteva. L'inizio, l'entusiasmo, le promesse, le prime crepe, il dolore. E ora questo:il vuoto. Aveva amato?Si, eppure questo non bastava, non bastava mai. Il ciel...
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